About The Police
- a 5 gennaio 2012
- da Roberta D'Auria
- In About, Blog
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L’argomento della rubrica “Accadde oggi” ci porta ai The Police, uno dei gruppi rock inglesi più importanti della storia della musica. Il 5 gennaio del 1984, infatti, il gruppo, dopo aver raggiunto l’apice del suo successo , decide di sciogliersi. Non lo faranno mai in maniera ufficiale. Ma andiamo a ritroso, alla ricerca delle probabili cause di questo doloroso “addio” (soprattutto per i fan più affezionati).
E’ da dire subito che le dichiarazioni in merito allo scioglimento dei The Police sono state sempre piuttosto ambigue. E ancora più ambigue sono state le interpretazioni. Un datto di fatto però è certo: per vent’anni o quasi i Police non sono più andati in studio insieme, nè tanto meno hanno suonato insieme live, eccezion fatta per i tre concerti per Amnesty International nel 1986, dei tre brani suonati al matrimonio di Sting con Trudie Styler nel 1992 e dei tre classici eseguiti alla serata per l’ingresso nella Rock’n’Roll Hall Of Fame.
Da quel momento Sting, Copeland e Summer intrapresero la carriera da solisti, con destinazioni completamente diverse l’una dall’altra. Appena il giorno dopo l’ultima data del tour Synchronicity, in Australia, tutto era totalmente, radicalmente cambiato. Quasi come se i tre non si fossero mai visti. Quasi lasciandosi alle spalle il successo mondiale che avevano ottenuto fino a quel momento.
Ma facciamo di nuovo un passo indietro. L’ultimo album che poi diede il nome al tour, Synchronicity, venne pubblicato nel 1983: spiccano soprattutto Synchronicity (Parte 1 e Parte 2), King of Pain ed Every Breath You Take. L’incredibile riscontro ottenuto con queste song esaspera, paradossalmente, i contrasti tra Copeland e Sting (ben otto dei dieci brani del disco sono composti da quest’ultimo). Fu proprio Sting, del resto, in un’intervista, a lasciare dichiarazioni ben precise, affermando ormai che non avevano più idee fresche, che avevano bisogno tutti di nuova linfa. Allora, a seguito di tali affermazioni, la separazione potrebbe essere vista come una sorta di spinta, la possibilità di fare quel salto di qualità, di mettere su, ma separatamente, nuovo e più interessante materiale?! Chissà …
Si arriva così al 1984, il famigerato concerto di Melbourne, che segna la fine dei Police, anche se come ho detto in precedenza non ci fu mai un annuncio ufficiale. Soltanto due anni dopo giunse inoltre la notizia che il trio era ritornato in studio per registrare un nuovo album, ma costanti dissapori interni e il fatto che Copeland (cadendo da cavallo) si fratturò un polso impedirono la realizzazione del progetto. Ne venne fuori solo una nuova versione di Don’t Stand So Close to Me e l’album preannunciato si trasformò in un greatest hits che includeva il nuovo singolo. I tre parteciparono come ospiti d’onore anche ad alcuni concerti di beneficenza insieme agli U2, ma la separazione che ne seguì fu definitiva. Successivamente, nel 1993, uscì Message in a Box, quadruplo cofanetto contenente l’intera discografia, compresi diversi inediti, mentre nel 1997 fu pubblicato Police Academy, contenente brani inediti e versioni di pezzi risalenti al 1977 e appartenenti al progetto Strontium 90.
Per quanto l’evento sia stato triste, soprattutto per i milioni di fan che amavano questo Gruppo (con la g maiuscola), il fatto è che senza quelle innovazioni, senza quella incredibile voglia di sperimentare (tanto da ignorare un riscontro mondiale e abbandonare tutto), probabilmente non ci sarebbe stato un cantante come Sting (che tra i tre è di certo quello che ha conosciuto maggior successo), il quale a sessant’anni suonati continua a emozionarci e continua ad “azzeccare” (concedetemi il termine) sempre la canzone giusta!
