The Women of Blues: Deborah Coleman

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La lady oggetto della nostra rubrica di oggi è un’artista tutt’ora vivente, rispetto alla maggior parte delle donne di cui ho avuto modo di parlare negli articoli precedenti. Lei è Deborah Coleman. Vale la pena ricordarla in questa nostra rassegna tutta al rosa, dedicata alle artiste più rappresentative della musica blues, perchè Deborah è stata definita uno dei più eccitanti esponenti della scena blues odierna.

Originaria di Portsmouth, in Virginia, classe 1956, Deborah proviene da una famiglia in cui, si può dire, il blues era di casa: suo padre era pianista e i suoi tre fratelli suonano la chitarra. Lei si approccia a quest’ultimo strumento alla straodinaria età di otto anni, ottenendo subito grandissimi risultati. Ma il suo vero e proprio momento arrivò quando vinse il Blues Festval’s National Amateur Talent Search di Charleston.

Deborah è stata molto apprezzata dal pubblico così come dalla critica per il suo album I Can’t Lose , pubblicato nel 1997. Che si trattasse di un’artista speciale era più che evidente sin dall’inizio della sua carriera: il modo di suonare influenzato da grandi artisti come Freddy King, Larry Carlton, Buddy Guy, l’ha resa immediatamente un’artista di grande statura, che ha saputo coniugare perfettamente i gusti di un pubblico legato ai valori vecchi del blues alla sofisticazione della musica contemporanea.

Arrivamo così alla pubblicazione del suo secondo album Where Blue Begins, che ha rafforzato la sua posizione, rendendola nota al grande pubblico, con brani dagli assolo nervosi e taglienti, ma caratterizzati al tempo stesso da sentimenti delicati, intellettuali e un pò idealistici. Queste ultime caratteristiche troveranno il loro apice di espressione nel terzo album della Coleman, Soft Place to Fall, musicamente molto sofisticato e sempre in grado di emozionare il pubblico.

Ma c’è un aspetto assai caratteristico di Deborah: alla grandissima delicatezza e percettibilità della sua tecnica musicale e delle sue song, corrisponde una tale frizzante energia sul palco, che spesso il pubblico dopo un concerto si chiede se veramente ha ascoltato una donna … Precisa e mirata in studio, quanto carismatica sul palco …

Una veritiera e genuina energia, quella della Coleman, grazie a una mistura di tecnica e groove, sostenuta da una ripartizione ritmica trascinante ed entusiasmante, con sonorità elettriche da far spellare le mani al pubblico.

Il nostro excursus sulla Coleman finisce qui: da Where Blue Begins ha pubblicato, a tutt’oggi, 8 cd per diverse case discografiche, tra le quali la Blind Pig e la Teldec. Una delle sue ultime dichiarazioni è quella che ama tantissimo suonare dal vivo, essendo per lei la cosa più importante la spontaneità.

© Copyright Mario Donatone