Chiacchierati musicali: intervista a Roberto Ciotti

Roberto Ciotti, Madre, Napoli, 27.08.2010 029
 L’intervista di Mario Donatone 

Ho conosciuto Roberto Ciotti molti anni fa, per essere precisi a Capodanno del 1984 a Calcata, dove lui suonava con il mitico Ginger Baker alla batteria. Ma conoscevo da ancora più tempo il suo ruolo di caposcuola assoluto a Roma e in Italia, almeno da quando lo avevo sentito nel 1978 nell’album dal vivo del concerto per il grande Demetrio Stratos. Lui per primo, in un’epoca in cui (almeno qui in Italia) sembrava esistere solo il rock o il pop, cominciò a battere le difficili strade del blues, sviluppando un livello chitarristico, e in seguito compositivo, di un’eccellenza davvero unica nel panorama del nostro Paese.
Pur essendo richiestissimo come strumentista, ha centellinato le sue collaborazioni come side-men rimanendo coerentemente legato ad una dimensione solistica che, dopo tanti anni, suona come un’orgogliosa rivendicazione della possibilità, per un artista italiano, di dire la sua in un linguaggio ormai internazionalizzato. E di questo, credo, dobbiamo essergli tutti grati, almeno quanto gli siamo già grati per il suo ruolo di indiscutibile battistrada.

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About William Christopher Handy

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Classe 1873, William Christopher Handy è stato un compositore e musicista blues, oltre che jazz, generalmente conosciuto come il padre del blues. Handy fu senz’altro uno tra i suoi musicisti contemporanei a praticare quello che, solo in seguito, fu chiamato blues.  Il paradosso è che Handy non fu il primo a pubblicare questo genere di musica, piuttosto uno dei pochi che fece sì che il delta blues (che all’epoca era una forma musicale di interesse esclusivamente regionale) divenisse una delle forze “trascinatrici” della musica popolare.

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I grandi del blues: John Mayall

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Oggi pensavo che in una eventuale storia del blues non si potrebbe prescindere da un musicista e cantautore di fama internazionale quale John Mayall, per lungo tempo riferimento principale e ancora oggi pietra miliare della scena blues inglese e non solo. Si potrebbe osare col dire il più autorevole in tale ambito, un vero e proprio pioniere.

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City of Blues: New York

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 L’articolo di Mario Donatone 

City of Blues: New York

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About Bonnie Raitt

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Poco fa, sulla nostra pagina Facebook, abbiamo postato un video di Bonnie Ratt e ci sembrava giusto non lasciare un nome, un’artista al caso. Vi proponiamo pertanto questo articolo di approfondimento, una sorta di focus, sempre e solo a sfondo di note e blues.

Classe 1949, è da dire subito che Bonnie Raitt finisce sempre (sola soletta) nelle classifiche dei migliori chitarristi di tutti i tempi, eppure per alcuni rimane ancora una completa sconosciuta. Ciò nonostate l’anno scorso due suoi pezzi siano stati cantati da Adele e Bon Ivver. Ciò nonostante il 3 marzo del 2000 sia stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame.

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Le 20 regole del blues

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Un certo Bruce Fernandes ha fatto circolare sul Web le 2o regole per scrivere un blues. Ci sembrava pertanto un argomento più che attinente al nostro blog e ringraziamo Simone Rossi per aver pensato alla traduzione!!

:-)

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Il documentario: Immaculate Funk

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Abbiamo inaugurato una nuova rubrica all’interno della nostra pagina Facebook, Lo sapevate che? con curiosità flash sui personaggi o sugli eventi che hanno caratterizzato il mondo del blues. Questo articolo vuole pertanto essere una sorta di focus, un vero e proprio approfondimento veloce degli argomenti citati nella stessa rubrica.

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About Jimmi Rogers

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All’anagrafe James A. Lane, Jimmi Rogers, chitarrista e cantante blues statunitense, passa alla storia della musica soprattutto per essere stato membro della band di Muddy Waters. Come tutti i musicisti che lavorano “dietro le quinte” per Jimmi i riconoscimenti sono arrivati troppo tardi, post mortem, tanto che è stato detto che egli ha un conto aperto con la storia del blues.

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Chiacchierate musicali: intervista a Harol Bradley

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 L’intervista di Mario Donatone 

Recentemente il comune di Roma ha deciso di dedicare una targa alla straordinaria esperienza del Folkstudio proprio lì dove nacque, in via Garibaldi 58, nel 1961 per iniziativa di un giovane pittore americano appassionato di musica, di nome Harold Bradley. In quel piccolo club ebbe modo di esprimersi una notevole genìa di artisti di musica popolare, da Giovanna Marini a Gabriella Ferri, Otello Profazio, Tony Santagata, solo per citarne alcuni. Questi artisti gettarono semi per cantanti come De Gregori e Venditti, che ebbero proprio lì il battesimo del fuoco.

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Il commento di Mario Donatone alla serata del 21 gennaio

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Ieri sera World Spirit Orchestra ha avuto l’onore di aprire “Accademia in musica“, la VI rassegna cameristica organizzata dall’Accademia Romana di Musica, scuola in cui insegna la nostra direttrice Giò Bosco: è stata una bellissima ed emozionante serata.

Abbiamo aperto con dei brani solistici di Giò, in cui lei ha ricordato la figura di Jho Jenkins. In effetti uno degli aspetti più sentiti del concerto di ieri è stato il fatto che proprio nella chiesa valdese è cominciata la slavina gospel degli anni ’90 a Roma.

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