Chiacchierate musicali: intervista a Roberto Ciotti
Ho conosciuto Roberto Ciotti molti anni fa, per essere precisi a Capodanno del 1984 a Calcata, dove lui suonava con il mitico Ginger Baker alla batteria. Ma conoscevo da ancora più tempo il suo ruolo di caposcuola assoluto a Roma e in Italia, almeno da quando lo avevo sentito nel 1978 nell’album dal vivo del concerto per il grande Demetrio Stratos. Lui per primo, in un’epoca in cui (almeno qui in Italia) sembrava esistere solo il rock o il pop, cominciò a battere le difficili strade del blues, sviluppando un livello chitarristico, e in seguito compositivo, di un’eccellenza davvero unica nel panorama del nostro Paese.
Leggi tutto»The Women of Blues: Deborah Coleman
La lady oggetto della nostra rubrica di oggi è un’artista tutt’ora vivente, rispetto alla maggior parte delle donne di cui ho avuto modo di parlare negli articoli precedenti. Lei è Deborah Coleman. Vale la pena ricordarla in questa nostra rassegna tutta al rosa, dedicata alle artiste più rappresentative della musica blues, perchè Deborah è stata definita uno dei più eccitanti esponenti della scena blues odierna.
Originaria di Portsmouth, in Virginia, classe 1956, Deborah proviene da una famiglia in cui, si può dire, il blues era di casa: suo padre era pianista e i suoi tre fratelli suonano la chitarra. Lei si approccia a quest’ultimo strumento alla straodinaria età di otto anni, ottenendo subito grandissimi risultati. Ma il suo vero e proprio momento arrivò quando vinse il Blues Festval’s National Amateur Talent Search di Charleston.
Chiacchierate musicali: intervista a Luca Giordano
- a 6 dicembre 2011
- da Mario
- In Blog, Chiacchierate musicali
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Ho conosciuto Luca Giordano, uno dei più appassionati e competenti musicisti blues italiani della più recente generazione, qualche anno fa e ho avuto l’onore di suonare con lui accompagnando artisti blues (Les Getrex, James Wheeler) e gospel afroamericani (Lonnie Harrison). Non finisce mai di stupirmi per il suo attivismo come musicista, organizzatore di tour e di festival, insomma come uomo di musica a tutto tondo. Ho sempre pensato, a differenza di molti altri, che si possa conoscere e rispettare una tradizione musicale senza diventare dei conformistici esecutori di un compitino, senza insomma rinunciare alla propria creatività e alla propria personalità artistica. Luca è un esempio vivente di questa mia idea: lo dimostra con i guizzi della sua chitarra, sapiente e allo stesso tempo sempre fresca nel suono e nell’ispirazione, e con la sua grande duttilità e curiosità musicale che lo ha portato a collaborare con artisti diversi. Luca è un personaggio unico in Italia. Inoltre conosce Chicago e l’ambiente musicale di questa città come le sue tasche, dal momento che ci vive diversi mesi all’anno.
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