The Women of Blues: Nina Simone
- a 8 gennaio 2012
- da Roberta D'Auria
- In Blog, The Women of Blues
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Prima di parlare di questa grande artista, che è l’oggetto della nostra rubrica di oggi “The Women of Blues“, è necessario fare una pregunta (per dirla alla spagnola), fondamentale per inquadrare non tanto il personaggio, quanto piuttosto il contesto musicale all’interno del quale Nina fu costretta a muovere i primi passi, o meglio le prime note!
Partiamo subito da un concetto ben definito (ahinoi): nella storia del blues l’importanza delle donne non è stata mai abbastanza riconosciuta. E forse non lo sarà mai. Per quanto queste donne siano state tra i primi artisti afro-americai a incidere e vendere (e sottolineo vendere) migliaia di copie dei loro lavori, per quante esse siano state delle vere e proprie pioniere in quest’ambito, il loro ruolo non sarà mai visto come fondamentale. Eppure le Donne (con la d maiuscola) hanno totalmente tramutato e potenziato questa musica, conferendo al blues uno stile originario e disinvolto, come solo una donna avrebbe potuto fare.
Leggi tutto»City of Blues: Clarksdale
- a 3 gennaio 2012
- da Roberta D'Auria
- In Blog, City of Blues
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La nostra rubrica City of Blues ci porta oggi a Clarksdale, capoluogo della contea di Coahoma, situata nel cuore del delta del fiume Mississippi. Vale la pena ricordarla, all’interno di questo nostro itinerario tutto fatto di note, perchè è un luogo quasi senza tempo, dove la gente percepisce ancora sulla pelle il senso profondo del blues. Lo percepisce nella musica, nell’anima, nel lento scorrere dello stesso Mississippi.
Fondata nel 1848 da John Clark è una città di circa 20.000 abitanti, attraversata dal fiume Sunflower, tagliata in due per una via di ferrovia: da un lato si trova una zona principalmente a popolazione bianca, dall’altra una zona nera (dove si trovano i principali juke-joints della città).
Leggi tutto»About Cotton Club
- a 4 dicembre 2011
- da Roberta D'Auria
- In About, Blog
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Era il 4 dicembre del lontano 1927: in questo giorno nasceva ad Harlem, il quartiere newyorkese conosciuto per essere (guarda caso!!) un grande centro culturale e commerciale degli afro-americani, lo storico locale jazz Cotton Club.
Gestito dal gangster Owney Madden ed usato come sbocco per vendere la sua birra durante gli anni del proibizionismo, il Club venne decorato con l’idea di creare un “ambiente in stile piantagione” per la sua clientela interamente bianca. A tal proposito sembra giusto ricordare che, almeno nella sua fase iniziale, il Cotton Club non permetteva l’ingresso alle persone di colore, nonostante la maggior parte del personale fosse afro-americano. La stessa musica che vi si ascoltava era orchestrata per portare alla mente l’atmofera della giungla. Tale politica di esclusione contribuì a perpetuare stereotipi largamente diffusi sui neri.
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