Il commento di Mario Donatone alla serata del 21 gennaio

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Ieri sera World Spirit Orchestra ha avuto l’onore di aprire “Accademia in musica“, la VI rassegna cameristica organizzata dall’Accademia Romana di Musica, scuola in cui insegna la nostra direttrice Giò Bosco: è stata una bellissima ed emozionante serata.

Abbiamo aperto con dei brani solistici di Giò, in cui lei ha ricordato la figura di Jho Jenkins. In effetti uno degli aspetti più sentiti del concerto di ieri è stato il fatto che proprio nella chiesa valdese è cominciata la slavina gospel degli anni ’90 a Roma.

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The Women of Blues: Nina Simone

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Prima di parlare di questa grande artista, che è l’oggetto della nostra rubrica di oggi “The Women of Blues“, è  necessario fare una pregunta (per dirla alla spagnola), fondamentale per inquadrare non tanto il personaggio, quanto piuttosto il contesto musicale all’interno del quale Nina fu costretta a muovere i primi passi, o meglio le prime note!

Partiamo subito da un concetto ben definito (ahinoi): nella storia del blues l’importanza delle donne non è stata mai abbastanza riconosciuta. E forse non lo sarà mai. Per quanto queste donne siano state tra i primi artisti afro-americai a incidere e vendere (e sottolineo vendere) migliaia di copie dei loro lavori, per quante esse siano state delle vere e proprie pioniere in quest’ambito, il loro ruolo non sarà mai visto come fondamentale. Eppure le Donne (con la d maiuscola) hanno totalmente tramutato e potenziato questa musica, conferendo al blues uno stile originario e disinvolto, come solo una donna avrebbe potuto fare.

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About The Police

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L’argomento della rubrica “Accadde oggi” ci porta ai The Police, uno dei gruppi rock inglesi più importanti della storia della musica. Il 5 gennaio del 1984, infatti, il gruppo, dopo aver raggiunto l’apice del suo successo , decide di sciogliersi. Non lo faranno mai in maniera ufficiale. Ma andiamo a ritroso, alla ricerca delle probabili cause di questo doloroso “addio” (soprattutto per i fan più affezionati).

 E’ da dire subito che le dichiarazioni in merito allo scioglimento dei The Police sono state sempre piuttosto ambigue. E ancora più ambigue sono state le interpretazioni. Un datto di fatto però è certo: per vent’anni o quasi i Police non sono più andati in studio insieme, nè tanto meno hanno suonato insieme live, eccezion fatta per i tre concerti per Amnesty International nel 1986, dei tre brani suonati al matrimonio di Sting con Trudie Styler nel 1992 e dei tre classici eseguiti alla serata per l’ingresso nella Rock’n’Roll Hall Of Fame.

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City of Blues: Clarksdale

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La nostra rubrica City of Blues ci porta oggi a Clarksdale, capoluogo della contea di Coahoma, situata nel cuore del delta del fiume Mississippi. Vale la pena ricordarla, all’interno di questo nostro itinerario tutto fatto di note, perchè è un luogo quasi senza tempo, dove la gente percepisce ancora sulla pelle il senso profondo del blues. Lo percepisce nella musica, nell’anima, nel lento scorrere dello stesso Mississippi.

Fondata nel 1848 da John Clark è una città di circa 20.000 abitanti, attraversata dal fiume Sunflower, tagliata in due per una via di ferrovia: da un lato si trova una zona principalmente a popolazione bianca, dall’altra una zona nera (dove si trovano i principali juke-joints della città).

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City of Blues: Atlanta

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Cinque ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich e capitale dello stato della Georgia: siamo, questa volta, ad Atlanta, una delle città mito degli States, attraverso le sue diverse esperienze musicali, dal Blues al Rock and Roll.

Spesso però proprio il Blues, in Georgia, è stato messo erroneamente in disparte. Erroneamente ed ingiustamente. Si pensi soltanto che l’Eight-One Theater di Atlanta fece muovere i primi passi a Bessie Smith.

Ad Atlanta, così come in altre città come Memphis, Texas, Chicago si sviluppò soprattutto il country blues che, in realtà, nacque prima del classico blues, nonostante sia stato riconosciuto soltanto dopo: i bluesman di quella zona suonavano, tra l’altro, in condizioni ben più precarie dei loro colleghi del blues classico. Conservavano la chitarra acustica, talvolta l’armonica. Ma non avevano la speranza di ottenere lo stesso successo che i loro colleghi conoscevano nelle metropoli. Soprattutto perchè cantavano forzando un suono nasale talvolta fastidioso. Inoltre (e non era poco) erano tutti maschi.

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